Sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio da Sars-Cov-2

A seguito della Legge n. 77 del 17/07/2020, «Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19» si pone in evidenza l’art. 83 “Sorveglianza sanitaria”, il quale dispone che “per garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali in relazione al rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza per rischio sanitario sul territorio nazionale (attualmente fino al 15 ottobre), i datori di lavoro pubblici e privati assicurano la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità.”

Anche per i casi in cui non fosse già attiva la sorveglianza sanitaria obbligatoria è disposto che “per i datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal D. Lgs. 81/2008, ferma restando la possibilità di nominarne uno per il periodo emergenziale, la sorveglianza sanitaria eccezionale di cui al comma 1 del presente articolo può essere richiesta ai servizi territoriali dell’INAIL”. Il medico, quindi, può essere scelto tra quelli abilitati a svolgere il ruolo di medico competente, oppure ci si può rivolgere direttamente ai servizi territoriali dell’INAIL che provvedono con propri medici del lavoro.

A tale scopo, il D.M. 23/07/2020 disciplina l’ambito di applicazione e il versamento della tariffa, stabilendola in € 50,85 per singola prestazione effettuata.

Si precisa, inoltre, che l’eventuale inidoneità alla mansione accertata ai sensi dell’articolo 83 in oggetto non può in ogni caso giustificare il recesso del datore di lavoro dal contratto di lavoro.