Il datore di lavoro deve procedere all’individuazione di tutti i fattori di rischio esistenti in azienda e delle loro reciproche interazioni, nonché alla valutazione della loro entità. Su questa base il datore di lavoro deve individuare le misure di prevenzione e pianificarne l’attuazione, il miglioramento ed il controllo al fine di verificarne l’efficacia e l’efficienza.

La valutazione è effettuata in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e con il medico competente (nei casi in cui è obbligatoria la sorveglianza sanitaria), previa consultazione del rappresentante per la sicurezza.

Al termine della valutazione viene elaborato un apposito documento che viene conservato presso l’azienda e che costituisce il punto di riferimento per tutti i soggetti che intervengono nelle attività rivolte alla sicurezza in azienda.

Contenuti del documento
Nell’impostazione del legislatore il documento è articolato in tre parti e contiene:

a)     una relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro.

La relazione deve fornire indicazioni almeno su:

  • le realtà operative considerate, eventualmente articolate nei diversi ambienti fisici, illustrando gli elementi del ciclo produttivo rilevanti per l’individuazione e la valutazione dei rischi, lo schema del processo lavorativo, con riferimento sia ai posti di lavoro, sia alle mansioni ed ogni altro utile dato;
  • le varie fasi del procedimento seguito per la valutazione dei rischi;
  • il coinvolgimento delle componenti aziendali, con particolare riferimento al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
  • le professionalità e risorse interne ed esterne cui si sia fatto eventualmente ricorso.

Per quel che concerne i criteri adottati, le indicazioni devono riguardare:

  • i pericoli ed i rischi correlati;
  • le persone esposte al rischio prese in esame, nonché gli eventuali gruppi particolari (le categorie di lavoratori per i quali, rispetto alla media dei lavoratori, i rischi relativi ad un medesimo pericolo sono comparativamente maggiori per cause soggettive dipendenti dai lavoratori stessi);
  • i riferimenti normativi adottati per la definizione del livello di riduzione di ciascuno dei rischi presenti;
  • gli elementi di valutazione usati in assenza di precisi riferimenti di legge (norme di buona tecnica, codici di buona pratica, ecc.);

b)     l’individuazione delle misure di prevenzione e di protezione adottate sulla base della valutazione effettuata e dei dispositivi di protezione individuale utilizzati, con l’indicazione:

  • degli interventi risultati necessari a seguito della valutazione e di quelli programmati per conseguire una ulteriore riduzione di rischi residui;
  • delle conseguenti azioni di informazione e formazione dei lavoratori previste;
  • dell’elenco dei mezzi di protezione personali e collettivi messi a disposizione dei lavoratori;

c)  il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, illustrando in particolare:

  • l’organizzazione del servizio di prevenzione e protezione;
  • il programma per l’attuazione ed il controllo dell’efficienza delle misure di sicurezza poste in atto;
  • il piano per il riesame periodico od occasionale della valutazione, anche in esito ai risultati dell’azione di controllo.

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